Alida Gotta, ventisei anni, torinese; la sua passione per il cibo nasce in tenera eta, poi gli eventi l’hanno allontana dalle cucine. Si è riscattata arrivando seconda alla quinta edizione di Masterchef Italia. Dal punto di vista tecnico e della qualità, ha fatto il percorso migliore all’interno del programma. Dopo MasterChef, si sente “nuova” e diversa anni luce dalla “vecchia” Alida.

L’abbiamo contattata per una breve chiaccherata, lei gentilmente e in modo molto cordiale ci ha subito risposto!

Durante MasterChef, anche se Chef Cracco ti spronava e ti incoraggiava, hai avuto un bellissimo rapporto anche con Joe Bastianch , vi sentite ancora?

Lo Chef Carlo Cracco é stato essenziale nel mio percorso, grazie ai suoi consigli e la grande conoscenza culinaria. Invece con Joe Bastianch devo dire che ho avuto feeling dall’inizio, infatti mi ha sempre sostenuto moralmente anche sgridandomi e spronandomi a dare il meglio. Al momento siamo in contatto e chissà che questa non sia un’opportunità per una futura collaborazione.

Non per parlare male dei tuoi colleghi “semi-finalisti” di MasterChef. E’ una mia impressione, oppure sei l’unica che si è gettata a capofitto nella cucina, quella vera?

Ho affrontato l’esperienza di Masterchef credendo davvero in quello che stavo facendo, non è stata un’ occasione per ottenere visibilità o notorietà. Sicuramente la mia partecipazione ha fatto in modo che molte porte del mondo culinario si aprissero davanti ai miei occhi, quindi io continuo a fare ciò che facevo prima, quello che mi appassiona veramente, avendo però la possibilità di condividerlo con Chef, appassionati e fan. L’interscambio culturale è grande e molto produttivo. Per quanto riguarda gli altri concorrenti non mi sento di esprimere giudizi in merito al loro percorso o alle loro scelte.

Sicuramente MasterChef è stato, e sarà importantissimo, ma parliamo anche un po’ di te. Come stai vivendo la notorietà??

Come sottolineavo prima, capisco che il fatto di aver partecipato ad un programma televisivo crei una certa “aurea”, ma so che i valori veri sono altri e cerco di rimanere concentrata su quelli che sono i miei obiettivi. Certo, essere riconosciuta e salutata è piacevole, sono contenta perché tutte le persone che mi fermano mi fanno notare quanto la mia passione e volontà trapelava dai miei piatti e questa sicuramente è una grande soddisfazione!

Cosa ne pensi dell’aforisma di Ippocrate: “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”

Sono pienamente in accordo!! La mia cucina è gustosa, ma salutare, attenta alla stagionalità degli ingredienti. Cerco sempre di non snaturare il prodotto per mantenere gusto, colore e proprietà integre. Il detto “noi siamo quello che mangiamo” è assolutamente veritiero, la buona salute parte dall’alimentazione.

Nel tuo futuro ti vedi in una cucina di un grande ristorante. Quanto ci sei vicina?

Il mio futuro spero possa essere in grandi cucine, ho già avuto diverse proposte che sto valutando. Mi lascio aperte tutte le porte e al momento debito svelerò un tipo di cucina molto diversa dalla mia in modo da aumentare le mie conoscenze.

L’intervista è finita. La ringraziamo di cuore per tutto il tempo che ci ha dedicato.

Ci scuserete se usciamo un po’ dagli schemi: in bocca al lupo per tutto, Alida!!