Di origini abruzzesi, Danilo Cortellini inizia a viaggiare attraverso l’Italia da giovanissimo. Ha lavorato in alcuni dei più grandi ristoranti stellati della penisola. Arrivato a Londra nel 2010, è diventato il Sous Chef del ristorante italiano Dolada di Mayfair.
In seguito, ha la grande opportunità di effettuare uno stage presso il famoso ristorante Alain Ducasse at The Dorchester.
Nel marzo 2012 gli viene offerta la carica di capo chef presso l’Ambasciata italiana a Londra, un ruolo che gli dà grande soddisfazione e orgoglio.
Dopo aver aperto con successo il proprio catering nel 2014, Danilo ha partecipato all’edizione 2015 della gara di cucina Masterchef: The professionals, arrivando tra i finalisti. 4 Grosvenor Square, è il primo libro di cucina di Danilo, una celebrazione della sua attività presso l’Ambasciata Italiana a Londra, con ricette che riflettono la vita d’Ambasciata giorno per giorno; dai pranzi di lavoro alle cene di gala, dai pranzi di famiglia agli aperitivi.

Danilo Cover Set 23mm Spine InddQuale suggerimento avresti voluto il primo giorno per avere successo in Masterchef: The professionals?
Keep calm and carry on!
Come ci si sente ad essere l’unico “straniero” dei 48 partecipanti ad arrivare sino alle finali?
Non mi sono mai sentito diverso dagli altri e altri non mi hanno mai fatto sentire in quel modo. Sicuramente c’è la voglia di farsi valere per affermare la propria identità. Durante la competizione ci sono stati momenti più low di altri, dove feeling di essere “underdog” ma sicuramente non sono stato l’unico indipendentemente dall’essere straniero o no.
Non nascondo di essere orgoglioso di aver rappresentato in solo il nostro Paese fino alle finali.

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che vorrebbe diventare uno Chef?
Pensaci due volte, pensaci tre volte… Se dopo che ci hai pensato cinque volte hai ancora questo desiderio vuol dire che forse sei della pasta giusta.
È un lavoro duro impegnativo e competitivo. Le ore e lo stress sono tante ma se ti dai da fare con la giusta attitudine le gratificazioni a lungo andare non si fanno attendere.
Vivendo lontano da casa prima o poi arriva il momento malinconia. Con un’attività cosi frenetica e stressante, hai il tempo di pensare di rientrare in Italia?
Sicuramente il pensiero è sempre lì e porto la mia terra nel cuore.
Ad ogni modo, nei momenti di tristezza mi preparo un bel piatto di spaghetti alla chitarra fatti in casa che aiuta a far passare la malinconia.

Parliamo un po’ di cibo e salute: Cosa ne pensi dell’aforisma di Ippocrate: “Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo”.
Perfetto, con me sfondi una porta aperta. La cucina è cultura e cultura vuol dire sapere. Un cuoco dei tempi moderni, in cui la sensibilità per intolleranze e allergie è sempre più alta, non deve solo saper cucinare ma deve avere attenzione a tutto campo nei confronti dei propri ospiti.
Durante la costruzione dei miei menu il punto di partenza è sempre un pasto bilanciato che faccia alzare da tavola i miei ospiti sì sazi e soddisfatti, ma anche non appesantiti ed in grado di camminare.

Dopo Masterchef il tuo obbiettivo era di aprire dei ristoranti pop-up di cucina italiana a Londra. I pop-up dinner stanno avendo molto successo. Ci spieghi in due parole come funzionano?
Il concetto di base è molto semplice si tratta di ristoranti temporanei (una serata solo, una settimana o un mese) e talvolta itineranti che sfruttano il successo di determinate mode o concept del momento, dando modo agli ospiti di provare una esperienza unica nel suo genere.

Una curiosità. Alla fine del servizio, com’è la vita notturna di un giovane che vive all’Ambasciata italiana?
Pensa ad una giornata intera di lavoro a ritmi elevati, finire a mezzanotte e il mattino dopo dover rientrare in cucina… credo che a chiunque passi la voglia di uscire per le strade di Londra.
Quando non lavoro ammetto che mi piace girare per i ristoranti e bar di questa città.
Londra è una città come altre che offre una scelta di cucine non paragonabile. Una terra dei balocchi per uno chef come me!

Ringraziamo Danilo per il tempo che è riuscito a ritagliarsi per noi.