Leonardo Romanelli

Leonardo Romanelli non è soltanto un critico enogastronomico ma anche giornalista, chef, sommelier, autore e conduttore radiotelevisivo. Ha svolto l’attività di cuoco, e quella di insegnante. Si è cimentato anche come commediografo e attore in teatro. Direttore artistico della Mostra Internazionale del Artigianato di Firenze e della Biennale Enogastronomica Fiorentina. Ha scritto numerosi libri e guide ed è stato protagonista del programma televisivo Chef per un giorno su LA7

Funziona il food a teatro?

A teatro faccio uno spettacolo sul vino e devo dire che le persone si divertono molto. Alcuni anni fa è andato in scena uno spettacolo di pasticceria e le persone apprezzavano molto. Può funzionare sicuramente, basta trovare il modo di coinvolgere il pubblico e renderlo partecipe anche facendo assaggiare, senza esagerare beninteso!

Cosa vuol dire entrare in un ristorante e giudicarlo?

E’ una valutazione che esiste in tutti i settori: musica, arte, letteratura, sport, i critici esistono in tutti settori. La critica ha una funzione descrittiva e costruttiva, mai pensato alla stroncatura fine a se stessa, deve essere sempre un’occasione di crescita

Perché, e come si diventa Critici Gastronomici?

Il perché è semplice: la passione per il cibo e il vino, l’amore per la conviviali e lo stare a tavola, la voglia di raccontare un’esperienza gastronomica. Il come invece è più difficile, non è un “mestiere” che si impara facendo un percorso come altre professioni, bisogna quasi inventarlo. Si può partire, come nel mio caso, da un’esperienza precedente di cuoco, ma in molti arrivano dall’esperienza di giornalista. Quando un giovane mi chiede come si fa a diventare un critico dico sempre di cominciare studiando e poi raccontare attraverso la scrittura e le altre forme che ora sono a disposizione, come i video. Alla radio si racconta poco potrebbe diventare un mezzo molto più sfruttato.

Cosa ne pensi dell’aforisma di Ippocrate: «Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo»

Mi piace molto ma spesso di difficile applicazione!

Cosa noti subito, e ti da più fastidio, quando entri in un ristorante?

La mancanza di accoglienza al cliente, puoi essere in una pizzeria in una trattoria o in un ristorante di lusso, ma se manca un contatto umano poi l’esperienza gastronomica ne risente. Non è un caso che oggi il mestiere più difficile è diventato quello del cameriere, sempre più complesso trovare quelli professionalmente preparati

Ultima domanda.  Siamo nel boom della produzione delle birre artigianali, per qualcuno ancora la birra si beve solo con la pizza, ci dici un abbinamento alternativo che possiamo trovare nel tuo libro: La birra in tavola e cucina?

L’abbinamento con il pesce non ha ancora trovato un seguito diffuso, secondo me è una bella alternativa non adeguatamente sfruttata

L’intervista è finita. Però ho una curiosità, gli chiedo: Detesti di più un foodblogger rampante o uno chef dilettante? Romanelli  risponde: Nessuno dei due se non mettono l’arroganza al primo posto.