Chi avrebbero il coraggio di bere un vino di 6000 anni fa? In Sicilia il ritrovamento di tracce di vino di età preistorica all’interno di una grotta sul Monte Kronio ha fatto impazzire gli archeologi, questa scoperta potrebbe riscrivere la storia della Sicilia e della sua cultura antica.

Le grotte erano abitate già nel 6 mila avanti Cristo, all’epoca dell’Età del rame, sono piene di anfore e recipienti lasciati lì dagli uomini primitivi e in alcune era contenuto del liquido.

Il vino più antico è quello siciliano

I risultati dei campioni dell’alcolico prelevati in provincia di Agrigento,sono chiari: il vino più antico mai conosciuto fino ad ora in Europa e in tutta l’area Mediterranea è quello siciliano, quindi l’Italia diventa la prima regione in cui si sia mai stato coltivato il vino in tutto l’Occidente. Precedentemente, i ricercatori erano convinti che la bevanda alcolica provenisse dal sud dell’Anatolia,ora risulta evidente che non è così. La presenza della sostanza alcolica nelle cavità del San Calogero sembrerebbe confermare l’ipotesi che l’altura fosse una sorta di santuario preistorico, in cui si praticavano atti di purificazione.

É ora di aggiornare i libri di testo

La scoperta potrebbe portare alla riscrittura dei libri di scuola sulle coltivazioni dell’era preistorica, in quanto gli archeologi non ritenevano possibile che i siculi dell’epoca avessero a disposizione tecniche adeguate per l’irrigazione delle viti, oltre al fatto che andrebbe ripensato l’intero sistema di commercio e scambio di beni dell’età del rame – evidentemente molto più avanzato di quanto si pensasse sinora.

Questa scoperta ha reso l’Italia come la più antica regione di produzione del vino e ha anche fatto capire che i siculi di 6000 anni fa vivevano ben diversamente da quanto si pensasse prima d’ora.